02.L'outdoor è diventata una moda. E adesso?

02.L'outdoor è diventata una moda. E adesso?
Quando l'identità sostituisce l'esperienza.

Negli ultimi anni il mondo dell'outdoor ha vissuto una trasformazione radicale.

Non è cambiato soltanto il mercato, è cambiato il significato stesso di ciò che definiamo "andare nella natura".
L'Outdoor, che indica tutto ciò che si svolge all'aria aperta, in contrapposizione a indoor, e comprende attività, ambienti e oggetti legati alla vita all'aperto, è sempre stato un ambiente relativamente semplice. L'attrezzatura serviva a risolvere problemi concreti, e sì, dovevi avere delle competenze e contavano più dell'immagine, l'esperienza si costruiva sul tempo trascorso all'aperto.


Oggi indubbiamente il panorama è diverso, l'esplosione dei social media, la crescita del turismo esperienziale e l'ingresso di grandi investitori hanno trasformato l'outdoor in uno dei settori più dinamici dell'economia del tempo libero portando a una crescita che sua volta ha aperto autostrade di innovazione, tecnologie migliori e una diffusione senza precedenti della cultura della montagna, del trekking e MTB o dell'avventura fuori porta.
Ma ogni espansione porta con sé anche nuove dinamiche soprattutto quando l'esperienza diventa un prodotto crescente dell'industria che non vende più soltanto scarponi, tende o zaini.

Vende identità.

Non acquisti più semplicemente un capo tecnico, acquisti l'idea di appartenere a una comunità, e non c'è nulla di sbagliato in questo, è il funzionamento naturale del marketing contemporaneo; il problema nasce quando l'identità sostituisce l'esperienza e infatti sempre più spesso vediamo persone perfettamente equipaggiate affrontare percorsi relativamente semplici senza aver sviluppato le competenze necessarie per leggere un ambiente naturale, gestire un imprevisto o prendere decisioni autonome.

L'attrezzatura evolve molto più velocemente della cultura che dovrebbe accompagnarla ma per fortuna, alcuni luoghi, ti riportano coi piedi per terra, ogni narrazione mette di essere un prodotto commerciale facendo emergere la cruda realtà del mondo outdoor.
Un sentiero non modifica la propria difficoltà da EE a T solo perché un algoritmo ha deciso che quel percorso è diventato virale, come una montagna non distingue tra professionisti, influencer o principianti, figuriamoci se poi il meteo premiasse il numero di follower...!

L'ambiente naturale continua a rispondere alle stesse leggi che governavano l'alpinismo di cinquant'anni fa: preparazione, esperienza, capacità di adattamento e rispetto, per questo la natura rimane uno straordinario antidoto contro ogni costruzione artificiale dell'ego.

L'industria continuerà a crescere ed è improbabile che il mercato rallenti anche perchè l'attenzione verso salute il benessere e le attività all'aria aperta continueranno probabilmente ad aumentare, e questo tutto sommato è un bene, sempre più persone si avvicinano allo sport, all'aria aperta e desiderano passare più tempo possibile in natura...

Parallelamente, vedremo materiali sempre più evoluti, dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, sistemi di sicurezza più sofisticati e prodotti sempre più specializzati.
Anche il confine tra outdoor, salute, tecnologia e performance diventerà sempre più sottile. È un'evoluzione naturale.
Ma proprio per questo diventerà ancora più importante distinguere tra ciò che migliora realmente l'esperienza e ciò che alimenta soltanto il consumo perchè il vero lusso prima o poi e aggiungo per fortuna, sarà la competenza. E' un processo naturale, per anni, il valore è stato associato all'attrezzatura, sicuramente nei prossimi anni, potrebbe tornare a essere associato alla competenza, sapere orientarsi senza dipendere continuamente da uno schermo, comprendere il meteo prima che arrivi una notifica, conoscere il terreno, saper leggere una mappa vera e saper gestire la fatica senza cercare scorciatoie, insomma, muoversi nell'ambiente naturale con autonomia sono capacità che nessun aggiornamento software potrà sostituire.
Si tratta di un nuovo equilibrio perchè in fondo, non esiste una contrapposizione tra innovazione e tradizione.
La tecnologia è uno strumento straordinario quando e se usato con le dovute cautele; amplifica e integra le capacità dell'essere umano ma diventa un limite quando pretende di sostituirle e forse è proprio questa la direzione che l'outdoor dovrà affrontare nei prossimi anni e cioè trovare un equilibrio tra innovazione e cultura, tra mercato ed esperienza, tra consumo e competenza perché la natura continua a ricordarci una verità semplice... non le interessa chi siamo, ma soltanto come ci presentiamo.

Hai un'esperienza, una domanda o una riflessione su questo tema?

Se vuoi confrontarti direttamente o discutere di un percorso insieme, scrivimi. Rispondo a ogni messaggio scritto con educazione e rispetto.

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